Due ore

Due ore

Lo sport in cui Mutai esordì a Montecarlo – la maratona urbana professionistica – aveva visto la luce appena trentadue anni prima, in una fredda e tersa mattina di Manhattan, quando uno statunitense di bell’aspetto, magro come un chiodo e dai biondi capelli ondeggianti, entrò di gran carriera in Central Park.
Era l’ora di pranzo del 24 ottobre 1976.
Il nome dell’uomo era Bill Rodgers e la corsa che stava per vincere era la prima maratona di New York estesa a tutti e cinque i boroughs, i grandi distretti della metropoli.

Sinossi:
Correre 42 chilometri e 195 metri in meno di due ore è per molti un’impresa eroica, un sogno, un’ossessione.
E’ il proprio Everest privato. La cui cima non è ancora stata raggiunta.
Dall’ateniese Filippide al keniano Geoffrey Mutai, da Samuel Wanjiru a Bill Rodgers, sono molti i grandi atleti che ci hanno provato, hanno sofferto, hanno sfiorato il record, pagando a volte duramente la sconfitta.
Per correre in meno di due ore 42 chilomentri e 195 metri è necessaria una straordinaria combinazione di velocità, forza fisica e resistenza oltre a una spiccata capacità di pianificazione, a grandi risorse tecniche e a molto, molto coraggio.
Mancano ancora 180 secondi.
La maratona perfetta è lì, a pochi passi, chi la raggiungerà per primo?

Ed Caesar
Due ore. Alla ricerca della maratona perfetta.
Edizioni Einaudi – 2016