Tra.il Castello e le Ville

Tra.il Castello e le Ville

Sei o sette giorni addietro s’è ito in pellegrinaggio. Io ho veduto la natura più bella che mai. Teresa, suo padre, Odoardo, la piccola Isabellina ed io siamo andati a visitare la casa del Petrarca in Arquà. Arquà è discosto, come tu sai, quattro miglia dalla mia casa; ma per più accorciare il cammino prendemmo la via dell’erta.

S’apriva appena il più bel giorno d’autunno. Parea che la notte seguita dalle tenebre e dalle stelle fuggisse dal sole, che uscia nel suo immenso splendore dalle nubi d’oriente, quasi dominatore dell’universo; e l’universo sorridea.

Le nuvole dorate e dipinte a mille colori salivano su la volta del cielo che tutto sereno mostrava quasi di schiudersi per diffondere sovra i mortali le cure della divinità.

Io salutava a ogni passo la famiglia de’fiori e dell’erbe che a poco a poco alzavano il capo chinato dalla brina.

Gli alberi susurrando soavemente, faceano tremolare contro la luce le gocce trasparenti della rugiada; mentre i venti dell’aurora rasciugavano il soverchio umore alle piante.

Avresti udito una solenne armonia spandersi confusamente fra le selve, gli augelli, gli armenti, i fiumi e le fatiche degli uomini; e intanto spirava l’aria profumata delle esalazioni che la terra esultante di piacere mandava dalle valli e da’monti al sole, ministro maggiore della natura.

Ugo Foscolo – Le ultime lettere di Jacopo Ortis – 1802

Tra.il Castello e le Ville – Monselice
Maratonina dei 2 colli – 22km
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