Ortigara

Ortigara

Un giorno di maggio del 1920 tre ragazzi salirono verso l’Ortigara per il Sentiero del Civeron prima e per il Passo di Val Caldiera poi.
Arrivati dove il sentiero lascia i precipizi della Valsugana per immettersi sull’Altipiano, davanti ai loro occhi si presentò una orrenda visione: tra le rocce giallastre e sbriciolate, tra lenzuola di neve sporca, tra reticolati aggrovigliati a perdita d’occhio, resti di trincee e di postazioni, caverne, brandelli di divise, elmetti sfondati, scarpe, armi rotte, gavette, zaini, maschere antigas, munizioni di ogni tipo, barattoli, casse, schegge di bombe d’ogni calibro, stavano sotto il cielo primaverile centinaia e centinaia di cadaveri in decomposizione, scheletri, teschi, membra umane, ossa.
E non un filo d’erba, non un fiore, non il canto di un uccello.
Mario Rigoni Stern