Piazza del Diavolo

Piazza del Diavolo

I dis che l’è opera del Diaol, che l’è la so piazza e che l’è geloso che ‘l sie.
Parché non passe nessun par de là, ‘l ha fat rodolar na montagna creando an labirinto par chi vol passar via.

I dis che tanti se ha pers e non i é pi tornadi a casa, e alora i sentia rider e sghignazzar.
I dis che lassù ‘l è el ritrovo delle strighe, che le ariva da tute le parti par far na gran festa, montade su scoe e can e altre bestie.
Le bala, le ride, le canta par tuta la not. Le fa consilio e gran orge. I ha vist foghi e fiame e sentì urli e gran bacan.
A la matina bonora le se dilegua par la so strada.

Dicono che è opera del Diavolo, che è la sua piazza e ne è geloso.
Perché nessuno vi passi, ha fatto franare una montagna, creando un labirinto per chi vuole attraversarla.
Dicono che tanti si sono persi e non sono più tornati a casa, e allora si sentiva ridere e sghignazzare.
Dicono che lassù è il ritrovo delle streghe, che arrivano da tutte le parti per fare una gran festa, montate chi su scope, chi su cani o su altre bestie.
Ballano, ridono, cantano per tutta la notte. Fanno consiglio e grandi orge. Hanno visto fuochi e fiamme, sentito urli e un gran baccano.
Al mattino di buon ora si dileguano per la loro strada.

Marisa Milani
Streghe, morti ed esseri fantastici del Veneto
Esedra Editrice – 1994