Maratoneti

Maratoneti

Faccio un lavoro stressante e riesco a togliermelo per un pò dalla mente solo correndo. Correndo più forte che posso.

“Alan correva davvero veloce per essere un semplice dilettante: la maratona in 2h 46’03”, appena undici minuti oltre il tempo fatto segnare dal vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi londinesi del 1948, l’argentino Delfo Cabrera. E la soddisfazione di battere in una corsa campestre Tom Richards, medaglia d’argento in quegli stessi giochi.

Il fatto è che per svuotare la testa dai pensieri doveva spingere come un forsennato sulle gambe, perchè i suoi erano i pensieri pensanti di un genio. Il Walton Athletic Club, una squadra podistica amatoriale, lo aveva ingaggiato dopo averlo visto correre solitario nel Surrey, zona suburbana a sud-est di Londra: “Andava come il proiettile sparato da una pistola, non riuscivamo a stargli dietro”. Ma i compagni si resero conto di chi fosse solo dopo qualche mese di allenamenti quando, un giorno del 1946, Alan chiese al segretario del club di organizzare una gara contro il team di atletica del National Physical Laboratory, l’istituto nel quale lui lavorava da un anno. Così scoprirono cosa faceva nella vita di tutti i giorni quell’uomo dalla falcata aggressiva e dalle abitudini stravaganti, che talvolta si presentava con la giacca del pigiama al posto della camicia, che teneva su i pantaloni con uno spago, che in primavera girava in bicicletta con la maschera anti-gas per combattere il raffreddore da fieno.

Alan Turing era uno scienziato. Il progenitore del computer e il più grande teorico dell’intelligenza artificiale, dirà poi la storia.”

Marco Patucci
Maratoneti – Storie di corse e di corridori
B.C.Dalai Editore – www.bcdeditore.it